La vita

LA NEVE

Il primo ricordo è la neve. Ho pochi anni, tre quattro. Guardo dai vetri della finestra nell’orto del vicino tutto coperto di bianco. Non è qualcosa di confuso, è tutto chiaro alla mente: ricordo il mio stupore, e la mamma che dice: ” A vit, babin, cvela l’è la néva” (vedi, bambino, quella è la neve).
E lo stupore si rinnoverà sempre, per tutta la vita, quando la neve scenderà dal cielo e io la guarderò e uscirò all’aperto per stare con lei, con la sua intensità d’incantamento. Altro non posso dire, se non che è veramente cosa ineffabile, che mi prende tutto e mi dà pace.

LA FAMIGLIA

Sono nato a Castiglione di Cervia (Ravenna) il 15 maggio 1927 (erroneamente riportato nell’anagrafe comunale 20 maggio), il minore di cinque fratelli, quattro maschi e una femmina. Il primo, che mia mamma spesso ricordava come “il povero Lino”, morì prima ch’io nascessi. Aveva sei anni, e fu portato via dalla “spagnola”, la malattia pandemica che infierì nel 1918-19 e provocò la morte di milioni di persone. La mamma mi diceva che “il povero Lino” aveva un visino che assomigliava alla sorella Lina, e che portava una berrettina rossa. Per questo fratellino, che non ho potuto conoscere (nemmeno una fotografia), h